La via Appia era una strada romana che collegava Roma a Brundisium (Brindisi), uno tra i più importanti porti dell'Italia antica, un porto da cui iniziavano le rotte commerciali per la Grecia e l'Oriente. L'Appia, considerata dai Romani la regina viarum (regina delle strade), è universalmente ritenuta, in considerazione dell'epoca in cui fu realizzata (fine IV - III sec. a.C.), una delle più grandi opere di ingegneria del mondo antico per l'enorme impatto economico, militare e culturale che essa ha avuto sulla società romana.

 

La via Appia iniziava a Porta Capena e tratti della strada, particolarmente nel suburbio della città di Roma, sono ancora oggi conservati e percorribili. I lavori per la costruzione iniziarono nel 312 a.C. per volere del censore Appio Claudio Cieco (importante esponente della gens Claudia), che fece ristrutturare ed ampliare una strada preesistente che collegava Roma ai Colli Albani prolungandola fino a Capua, da alcuni anni posta sotto il controllo romano. La strada fu costruita con estrema perizia e precisione, impiegando il massimo delle conoscenze tecnologiche ed ingegneristiche disponibili all'epoca, tanto da essere percorribile con ogni tempo e mezzo.  Alla metà del III sec. a.C. il tragitto fu esteso fino a Maleventum, che nello stesso periodo mutò il nome in Beneventum (Benevento). I lavori di costruzione si protrassero durante la seconda metà del III sec. a.C., quando fu raggiunta Tarentum (Taranto), e poi fino a verso il 190 a.C., epoca in cui fu completato il percorso fino al porto di Brundisium (Brindisi). Con un percorso il più possibile rettilineo e con una larghezza di circa 4,1 metri (14 piedi romani), misura che permetteva la circolazione nei due sensi di marcia, affiancata sui lati da crepidines (marciapiedi) per il percorso pedonale, l’Appia si meritò ben presto l'appellativo di regina delle strade (regina viarum). Sulla Via Appia apparvero per la prima volta le pietre miliari.

 

La funzione primaria del tracciato era di garantire un rapido movimento delle truppe verso l'Italia meridionale, al fine di consolidare il dominio di Roma su quella parte della penisola. Essa tuttavia divenne fin dal principio una fondamentale via di commercio, facilitando l'afflusso nell'Urbe di prodotti di alto artigianato realizzati nelle fiorenti città della Magna Grecia. Inoltre l'accorciamento dei tempi di viaggio tra Roma e i grandi centri del meridione nonché la maggiore comodità e sicurezza del percorso determinarono in breve una grande apertura dei ceti abbienti della società romana verso la cultura greca. La strada fu restaurata ed ampliata durante il governo degli imperatori Augusto, Vespasiano, Traiano e Adriano. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) la mancanza di opere di manutenzione provocò l'abbandono graduale di segmenti del percorso. Nel 535 lo storico bizantino Procopio la descrive tuttavia ancora in buono stato di conservazione. Pur non integralmente percorribile, nel Medioevo l'Appia divenne la via dei crociati. Lungo il tracciato incontreremo ed entreremo nel la Villa di Massenzio (dove c’era il palazzo, il circo e il mausoleo dinastico) e la tomba di Cecilia Metella (che diverrà il Castrum Caetani), infine si proseguirà fino alla tenuta di Capo di Bove.

 

Appuntamento in Via Appia n° 153. Quota di partecipazione: euro 12 a persona per gli adulti, euro 5 per i minori di 18 anni; gratis sotto i 6 anni. Per informazioni e prenotazioni inviare sms o chiaamre il 3281640180, oppure scrivere a segreteria@romoloeremo.com, lasciando tutti i riferimenti per essere ricontattati; pagamento in loco alla guida, che sarà riconoscibile con un cartello Romolo e Remo.

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Data Prezzo
Data: 19/07/2020 (domenica) - ore 10:00 Prezzo: 12,00 €
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