Nella ex Caserma Principe di Piemonte, oggi palazzo Samoggia situato in piazza Santa Croce in Gerusalemme a Roma, trova collocazione un’interessante e particolare museo, quello nazionale degli strumenti musicali, inaugurato nel 1974.

Esso è composto da diciotto sale, dove è possibile fruire una ricchissima collezione contenente un vastissimo repertorio di strumenti: flauti, corni, spinette, violoncelli, viole da gamba, fagotti, viole d’amore, clavicembali, ghironde, harmonium, strumenti provenienti da territori al di fuori dell’Europa, strumenti della tradizione popolare, altri provenienti da scavi archeologici, strumenti ad uso liturgico e tantissimi altri pezzi sino a giungere ai giorni nostri e all’utilizzo della meccanica applicata agli strumenti stessi, come ad esempio le scatole musicali.

 

 

Questa collezione ha origine dalla raccolta del tenore italiano Ivan Gorga, nativo di Brocco nel frusinate. Essa comprende circa 3000 pezzi di cui solo 800 in esposizione.

Dopo una sfavillante carriera, il cantante operistico si ritirò a vita privata e iniziò a collezionare uno svariato numero di strumenti musicali di ogni genere ed epoca.

Sono presenti dei veri e propri capolavori artistici, realizzati non solo per produrre suoni meravigliosi, ma anche per incantare l’occhio.

 

Tra i pezzi più pregati abbiamo l’arpa Barberini fatta costruire dall’omonima famiglia, per essere poi suonata dal grande arpista Marco Marazzoli, nel XVII secolo (lo strumento era talmente famoso quanto il suo suonatore, che fu raffigurato anche in una nota pittura del Lanfranco oggi custodita proprio a Palazzo Barberini), il cembalo di Hans Muller, commediografo e librettista austriaco, il pianoforte di Bartolomeo Cristofori, padovano tra i più famosi costruttori di clavicembali della sua epoca, e atri pezzi di pregio.

In questo museo la storia della musica, legata anche alle vicende della città di Roma, è in più modi illustrata. Infatti, in una delle sale, è stato ricostruito lo studio del compositore Giovanni Sgambati, importante musicista romano. Questi soleva abitualmente utilizzare quest’ultimo non solo per produrre e scrivere la sua musica, ma anche come ritrovo vero e proprio in cui ricevere altri musicisti, intellettuali e artisti. Tra gli ospiti celebri che lo frequentavano con assiduità si ricordano Listz, D’Annunzio, Wagner, lo scultore Ximenes e molti altri.

Insomma, un unicum museale che vale assolutamente la pena visitare, per approfondire la storia della musica e apprezzarne ancor di più la bellezza e la meraviglia.

 

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